Vai ai contenuti

Menu principale:

Storia ed Archeologia

ATTIVITA' GUIDATA

Storia e Archeologia

Storia della Valpolicella
I primi insediamenti umani risalgono al Paleolitico, per poi aumentare nel Neolitico e nell'età del bronzo. L'arrivo dei Romani, alla fine del III sec. a.C., segna la conclusione della Preistoria. All'epoca popolava la Valpolicella la prima grande comunità organizzata, gli Arusnati già presenti sul territorio a partire dal V sec. a.C.. I Romani garantirono loro una forma di autonomia  amministrativa (Pagus) che li permise di prosperare e radicarsi, tanto da diventare sinonimo di Valpolicella per i secoli successivi.

Già in quest'epoca la valle era molto apprezzata per la produzione del vino.
Dopo gli Ostrogoti, il dominio Longobardo lasciò molte testimonianze tra cui la formulazione nel 643 dell'Editto di Rotari in località Castelrotto. Nell'800 Carlo Magno conquistò la regione e la divise in due valli. Successivamente,
nell'anno 905, l'imperatore Berengario emanò due decreti,  uno da Castelrotto e uno dalla Pieve di S. Floriano.
Con l'inizio dell'anno Mille cominciarono a sorgere i primi Comuni, simbolo di ciò le torri campanarie con la duplice funzione: civica, svolta nel castrum, e religiosa, esercitata nella curia.
Nel secolo successivo nacque il nome Valpolicella (a sostituire i nomi Veriago e Pruviniano) che venne ufficializzato nel 1117 da Federico Barbarossa. Nel 1311 la regione venne ceduta in feudo a Federico della Scala che assunse il titolo di Conte; nel 1404, cessando la signoria degli Scaligeri, la Valpolicella, come Verona, venne amministrata dalla Serenissima Repubblica di Venezia. Sede del Vicariato fu San Pietro in Cariano; però, dal 1550 alla fine della Repubblica di S. Marco, solo il territorio di Sant'Anna d'Alfaedo rimase un Vicariato autonomo.
Il periodo che va dal 1517 alla fine della Serenissima fu negativamente segnato dalla peste. Seguì poi un periodo tranquillo fino all'arrivo delle truppe Napoleoniche, che, invece, operarono diversi saccheggi; successivamente la vita riprese grazie alla costituzione del Regno Lombardo Veneto, facente parte del grande Impero Austro-Ungarico dal 1814 al 1866, epoca in cui tutto il Veneto fu poi annesso al Regno d’Italia.
Con l'inizio del XX secolo i ritmi di vita iniziarono a cambiare rapidamente, soprattutto dal 1955 in poi,  periodo che ha visto i contadini e gli artigiani del marmo trasformarsi negli attuali piccoli e medi imprenditori, sia nel settore vinicolo che nel settore dell’industria dei lapidei.

Archeologia
Nelle zone circostanti il centro abitato di San Giorgio sono stati effettuati, in epoche diverse, vari ritrovamenti. Materiali dell'età del ferro, come fibule, tazzine o materiali ceramici, vennero recuperati in località Pre, in località Torre e nello scavo per la costruzione dell'asilo; il ritrovamento più antico è rappresentato dall’ascia a margini rialzati attribuibile all’età del bronzo.
Proprio nei pressi dell'antica Pieve, sono stati trovati frammenti di più di 200 statuette votive in terracotta rappresentanti divinità, offerenti e animali, attribuibili alla popolazione pre-romana degli Arusnati.  Ed ancora are, iscrizioni romane, sculture, rilievi longobardi e carolingi e oggetti d'arte di svariate epoche.
Per custodire e conservare in loco questi importanti reperti archeologici è stato costruito l'Antiquarium adiacente la Pieve di San Giorgio di Valpolicella  con l’annesso Parco Archeologico, inaugurati nel 1992.

Torna ai contenuti | Torna al menu