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Natura e paesaggio

ATTIVITA' GUIDATA

La Valpolicella è un luogo di rara e riposante bellezza, dove la vite, l'ulivo e i ciliegi sembrano trovare una naturale collocazione tra le sinuose curve collinari.
Grazie alla protezione della catena montuosa dei Lessini a Nord, all’azione mitigatrice del vicino Lago di Garda e all'esposizione a sud dei terreni collinari e di fondovalle, la Valpolicella gode di un clima complessivamente mite e non troppo piovoso avvicinandosi, soprattutto nella bassa collina e nel fondovalle, a quello "Mediterraneo", come dimostra l’abbondante presenza dell’olivo e del cipresso.
Resti di villaggi preistorici sono emersi in diverse località, come Riparo Solinas (o Grotte di Fumane) abitate dall’uomo di Neanderthal da 60.000 a 25.000 anni fa, o il Castelliere delle Guàite, un antico villaggio fortificato i cui bastioni, risalenti al 1500 a.C. sono considerati i più antichi d’Europa.
Sono presenti tracce significative della colonizzazione romana, testimoniata dalla presenza di fondamenta delle loro ville. All’epoca romanica (XI sec. d.C.) risalgono magnifiche Pievi come quelle di San Giorgio Ingannapoltron e di S.Floriano, mentre nei secoli successivi la nobiltà veneta scoprì il piacere della villeggiatura nei possedimenti di campagna, regalando oggi al piccolo, ma ricchissimo territorio della Valpolicella oltre 100 ville edificate tra il 1200 e il 1700.

L'aspetto naturalistico della Valpolicella è strettamente legato a quello storico-culturale: il Ponte di Veja, con un'arcata di circa 50 metri, è il più grande ponte naturale del mondo. Andrea Mantegna ne rimase affascinato al punto da riprodurlo nel Palazzo Ducale di Mantova.
Nel Parco delle Cascate di Molina due torrenti superano, in breve tratto, una forte pendenza dando vita a numerose cascate: l'oasi naturalistica offre elementi essenziali di un fenomeno della natura che si offre nella sua semplicità e genuinità.
La Chiusa di Ceraino, preceduta da un’impressionante cortina rocciosa giurassica alta un centinaio di metri sulla strettoia in cui l’Adige attraversa un varco forzato. Qui nel 1797 Napoleone Bonaparte condusse la Battaglia di Rivoli. Poco distante, in direzione Trento, si trova il ciclopico ed impressionante accumulo di macigni che Dante Alighieri nella Divina Commedia (Inferno - Canto XII) descrisse come "la ruina che nel fianco l’Adige percosse".
E ancora la Spluga della Preta: in speleologia uno dei più famosi abissi del mondo: un monumento naturale capovolto, ancora parzialmente inesplorato, che partendo dal Corno D’Aquilio si inabissa nel cuore della montagna con passaggi, enormi pozzi e anguste fessure. Ancora oggi custodisce gelosamente il mistero di dove fluiscano questi cunicoli.

Molti di coloro che della Valpolicella conoscono soltanto il marchio vinicolo, non potranno che rimanere sorpresi nello scoprire che storia, arte e cultura sono il biglietto da vista di una delle zone vitivinicole più importanti d'Italia.
Un insieme di vigneti, olivi, ciliegi, ma anche di terrazzamenti, corti rurali e piccoli borghi che fanno della Valpolicella il giardino di Verona. Attualmente la coltura dominante è la vite e, grazie al clima, alla peculiarità di questo terreno ed al sapiente lavoro dell’uomo, oggi vengono prodotte uve di elevata qualità da cui si ricavano ottimi vini con caratteristiche uniche, inconfondibili ed inimitabili.

Foto di Gabriele Salzani www.gabrycreation.com

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